Pick & Plan

Indicatori di crisi e
adeguati assetti

L'art. 2086 del Codice civile chiede agli amministratori di dotare l'impresa di assetti adeguati anche per rilevare tempestivamente la crisi. Questa guida spiega cosa si misura, con quali indici e perché farlo con continuità.

Pubblicato il Aggiornato il

L'obbligo

Che cosa richiede l'obbligo di assetti adeguati?

L'art. 2086 del Codice civile richiede all'imprenditore che opera in forma societaria o collettiva di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi.

In pratica non basta tenere la contabilità in ordine. Servono strumenti con cui gli amministratori controllano nel tempo l'equilibrio economico, patrimoniale e finanziario e si accorgono per tempo di un peggioramento. Il tema è definito nel glossario.

Il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019) rafforza questo impianto: gli assetti servono a leggere i segnali di squilibrio prima che diventino irreversibili. La valutazione di cosa sia adeguato per una specifica società spetta agli amministratori e ai loro consulenti.

Indicatori

Quali indicatori misurano la crisi d'impresa?

Gli indicatori della crisi sono rapporti economico-finanziari che fanno emergere squilibri reddituali, patrimoniali e finanziari. Questi sono i principali.

Principali indicatori economico-finanziari per rilevare la crisi d'impresa
IndicatoreCosa segnala
Patrimonio nettoSegnala se il capitale proprio è stato eroso dalle perdite. Un patrimonio netto negativo, o ridotto sotto il capitale sociale, è tra i primi segnali da leggere e può richiedere gli adempimenti previsti dal Codice civile.
DSCRMisura se i flussi di cassa attesi coprono le rate di capitale e interessi nel periodo considerato. È l'indicatore prospettico per eccellenza: guarda avanti, non solo allo storico. Vedi la pagina sul DSCR per il calcolo.
Oneri finanziari su ricaviIndica quanta parte del fatturato è assorbita dal costo del debito. Un peso crescente restringe il margine di manovra anche quando il fatturato tiene.
Adeguatezza patrimonialeConfronta il patrimonio netto con il debito complessivo: dice quanto l'impresa si regge su mezzi propri e quanto su capitale di terzi.
Liquidità a breveConfronta le attività esigibili a breve con le passività a breve: mostra se l'impresa ha, nell'orizzonte immediato, risorse sufficienti per le scadenze.
Ritorno liquido dell'attivoRapporta il flusso di cassa al totale dell'attivo: misura quanta cassa il capitale investito riesce a generare.
Ritardi nei pagamentiStipendi e fornitori pagati oltre la scadenza, ed esposizioni verso banche scadute o sconfinanti, sono segnali che il Codice della crisi considera. Le soglie di durata e importo sono fissate dalla norma e vanno verificate sul testo in vigore.
Debiti tributari e previdenzialiIl peso di debiti verso Erario e istituti previdenziali, specie se scaduti e non pagati, è un segnale che il Codice della crisi tratta con particolare attenzione.

Soglie e definizioni puntuali vanno verificate sui testi di legge e sui documenti professionali in vigore, con il proprio consulente. Approfondisci come si calcola il DSCR e leggi la voce indici di allerta del glossario.

Indici settoriali

Che ruolo hanno gli indici settoriali del CNDCEC?

Gli indici settoriali del CNDCEC danno un parametro di confronto per comparto economico: aiutano a capire se il valore di un'impresa è anomalo rispetto al proprio settore.

Lo stesso rapporto può essere fisiologico in un settore e allarmante in un altro: un'impresa ad alta intensità di capitale convive con un indebitamento che per un'attività di servizi sarebbe fuori misura. Per questo gli indici del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili sono articolati per settore.

Sono cinque, e si leggono insieme: oneri finanziari su ricavi, patrimonio netto su debiti totali, attività a breve su passività a breve, flusso di cassa su attivo, indebitamento previdenziale e tributario su attivo. Non sostituiscono gli indicatori di crisi: servono a collocarli nel contesto del comparto. Il modulo Adeguati Assetti li calcola insieme agli altri indicatori.

Continuità

Perché misurare gli indicatori in modo continuativo?

Perché gli assetti devono rilevare per tempo la crisi e perché un indicatore calcolato una volta all'anno fotografa un problema quando ormai è difficile correggerlo.

Una misura periodica produce una serie storica: si vede la direzione, non solo il livello. Un DSCR ancora accettabile ma in calo da tre rilevazioni dice più di un valore isolato.

Misurare con continuità lascia inoltre una traccia documentata dell'attività di presidio svolta dagli amministratori. Il valore giuridico di quella traccia va valutato caso per caso con un professionista: qui basti dire che un monitoraggio documentato è più solido di uno solo dichiarato.

Infine gli stessi indicatori si calcolano sulle proiezioni. Con un business plan e un rendiconto finanziario previsionale si vede in anticipo dove la sostenibilità si incrina.

Percorso

Come si imposta un monitoraggio degli indicatori?

Un monitoraggio efficace segue sei passaggi, ripetuti con regolarità.

  1. Partire dal bilancio e dalla situazione contabile più recente

    Servono dati affidabili e riconciliati. Un indicatore calcolato su numeri non allineati alla contabilità non è difendibile davanti a un sindaco, a un revisore o a una banca.

  2. Calcolare gli indicatori di crisi

    Patrimonio netto, DSCR, oneri finanziari, liquidità, debiti tributari e previdenziali, con definizioni dichiarate e sempre le stesse.

  3. Confrontare con gli indici settoriali

    Ogni valore va letto nel contesto del settore: una struttura finanziaria normale in un comparto può essere anomala in un altro.

  4. Estendere l'analisi al futuro

    Applicare gli stessi indicatori alle proiezioni del business plan, per capire se la sostenibilità regge nei dodici mesi e negli anni successivi.

  5. Formulare il giudizio e le azioni

    Se un indicatore segnala tensione, serve un giudizio scritto e un piano d'azione: chi fa che cosa, entro quando.

  6. Documentare e ripetere

    Il report viene archiviato e l'analisi si aggiorna con cadenza regolare. La continuità è ciò che distingue un presidio da un adempimento una tantum.

Nel software

Cosa fa Pick & Plan per gli adeguati assetti?

Il modulo Adeguati Assetti riunisce indicatori, checklist e report in un unico strumento, sulla stessa base dati del Business Plan.

  • Raccolta periodica dei dati contabili aggiornati, non solo del bilancio di fine anno
  • Calcolo degli indicatori con definizioni stabili, così i valori sono confrontabili nel tempo
  • Confronto con gli indici settoriali di riferimento per il proprio codice ATECO
  • Lettura prospettica: gli stessi indicatori calcolati sulle proiezioni, non solo sul consuntivo
  • Giudizio di sintesi motivato e piano d'azione quando emergono scostamenti
  • Report datato e conservato, da portare all'organo amministrativo

Gli indici di bancabilità sono trattati in indici di bancabilità. Tutti i prodotti disponibili sono elencati nella pagina moduli, e i termini tecnici sono nel glossario. Questa pagina ha scopo informativo e non costituisce consulenza legale.

FAQ

Domande frequenti su indicatori di crisi e adeguati assetti

Chi deve istituire gli adeguati assetti?

L'obbligo riguarda l'imprenditore che opera in forma societaria o collettiva, secondo l'art. 2086 del Codice civile, e ricade sugli amministratori. Le modalità concrete dipendono da natura e dimensioni dell'impresa: per il caso specifico conviene un confronto con il proprio commercialista o consulente.

Quali sono gli indicatori della crisi d'impresa?

Sono indicatori economico-finanziari che rilevano squilibri reddituali, patrimoniali e finanziari, tra cui patrimonio netto, sostenibilità del debito (DSCR), oneri finanziari, liquidità e debiti tributari e previdenziali. Il quadro di riferimento è il Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (D.Lgs. 14/2019).

Che cosa sono gli indici settoriali CNDCEC?

Sono indici elaborati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, differenziati per settore economico, che aiutano a leggere se la situazione di un'impresa è in linea con il proprio comparto. Si affiancano agli altri indicatori, non li sostituiscono.

Superare un indicatore significa essere in crisi?

No. Un indicatore fuori misura è un segnale di attenzione, non una diagnosi. Va letto nel contesto del settore e della storia dell'impresa e accompagnato da un giudizio motivato. Per le conseguenze giuridiche di ogni caso è opportuno rivolgersi a un professionista.

Ogni quanto vanno misurati gli indicatori?

Con regolarità durante l'anno, non una volta sola. Gli assetti devono consentire di rilevare per tempo la crisi, quindi la cadenza va scelta in base ai ritmi dell'attività e concordata con chi segue l'impresa, in modo da cogliere i cambiamenti in tempo.

Pick & Plan include il calcolo degli indicatori di crisi?

Sì. Il modulo Adeguati Assetti calcola gli indicatori di crisi e i cinque indici settoriali CNDCEC, propone una checklist dei segnali di allerta calibrata sul settore ATECO, produce giudizio di sintesi e piano d'azione ed esporta il report in PDF e Word. Può lavorare da solo sul bilancio consuntivo o con il Business Plan per i dati prospettici.

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